giovedì 12 aprile 2018

MENO TASSE COME IN UNGHERIA E BULGARIA




Tasse fuori dall'Italia, quanto pagano le aziende straniere in Ungheria e Bulgaria

14 Febbraio 2018

Un tempo erano un inferno sovietico con un'economia legata a doppio filo con la Madre patria russa. Oggi i Paesi dell'est Europa sono diventati il paradiso per le multinazionali a caccia di sistemi fiscali accoglienti e accomodanti. Come riporta il Corriere della sera, gli esempi si sprecano tra Ungheria e Bulgaria. Nel primo caso c'è ad esempio il gruppo tedesco di elettronica Bosh, che versa al fisco ungherese appena il 3,4% per un giro di affari di 1,4 miliardi di euro. C'è poi la controllata della General elettric che su 9,1 miliardi di euro di entrate versa appena lo 0,0024%. Non se la passano male neanche le aziende in Bulgaria, dove le grandi imprese versano più o meno lo 0,2% del proprio reddito. E che dire della Foxconn che in Repubblica Ceca paga appena il 6,98% di tasse su quasi 5 miliardi di ricavi.

venerdì 6 aprile 2018

Lettera aperta al Sindaco Luigi De Magistris che vale per tutti i sindaci d'Italia



 Ciao Luigi.
Ti ricorderai sicuramente di me; ci salutiamo ogni volta che ci incontriamo e, visto che abbiamo amici in comune e anche in Comune (mi si perdoni il gioco di parole), ti propongo qui un'idea per evitare di svendere il nostro Patrimonio immobiliare.
Ti votai perché parlavi di partecipazione cittadina. Ed io partecipo...

Siamo napoletani e voglio proporti un'idea "napoletana" che non è un "pacco" da fare a qualche sprovveduto, ma a me sembra una raffinatezza (leggi pure volgarmente... 'na bucxxxxxta).
Sei pronto?
Vendi le opere delle stazioni metro.
Per quelle gli artisti sono stati pagati.
Ora sono nostre.
Ma vendile senza che possano essere asportate.
Se io fossi un milionario mi comprerei l'opera di Ontani della stazione di Materdei e pagherei anche un tot al mese per tenerla pulita e bene illuminata con quei faretti che sono spenti da anni.
Se fossi un mecenate asiatico verrei una volta al mese a guardarmela mentre me la ripuliscono, mi scatterei un selfie coi miei amici e poi dopo mi andrei a mangiare una pizza prima di ripartire.
Mi comprerei anche i cervi con guerrieri di Sergio Fermariello della stazione Quattro Giornate o l'opera di Michal Rovner della stazione Municipio che in pochi hanno visto perché i proiettori sono spenti da una vita.
Ma comprerei altro ancora.
Mi metto nella mente di un collezionista d'arte, magari anche un po' amante di Napoli, forse un po' folle perché sarebbe forse sui generis possedere qualcosa che resta a disposizione di tutti.
Sarebbe un po' come far funzionare il museo-metro al contrario: un museo acquisisce, qui si tratta di far acquisire ma lasciando intatto (anzi migliorato) il museo. Lasciando tutte le opere che ha, all'interno.
Scusa se i miei soliti ragionamenti al contrario possono sembrare contorti ma forse ricorderai che a volte penso un po' "Impossible"
Credo che si potrebbero fare tanti di quei soldi che oltre a far cassa, si potrebbero restaurare/rigenerare gli spazi che si vorrebbero vendere.
Meglio poi investire su progetti di riabilitazione degli spazi per metterli a sistema ed incassare piuttosto che svenderli gli spazi.
Facci un pensierino. Cerca di consultarti con gli addetti ai lavori del mondo dell'arte e, se ci riuscirai, mi farebbe veramente piacere essere invitato a battere il martelletto per la prima asta.
Buona Pasquetta,
ziomarco #napolièmia #lippodromoèmio

venerdì 12 maggio 2017


APPARTAMENTI PER TUTTI - NESSUNO SENZA CASA - COME A LONDRA

Se lo fa il sindaco di Londra perchè non lo possiamo fare noi?
Prendere spunto da realtà di altri paesi potrebbe essere di grande aiuto...




martedì 21 marzo 2017

INCENTIVARE L'APERTURA DI NUOVE BOTTEGHE ARTIGIANE E CREATIVE A ROMA


Che tristezza passeggiare per Roma per vedere solo aperti ristoranti e franchising standardizzati,  divenuti così numerosi da fatichare anch'essi ad andare avanti...  Per non parlare di alcune zone di Roma, ormai irriconoscibili, come fontana di Trevi piena di cineserie, che disgusto! Lontani ricordi di bottegai, artigiani e creativi  che animavano le nostre strade rendendo così felici quei vicoli e così pieni di vita.

A Roma non si sente piu' cantare e fischiettare, una città sterile come tante altre e le stampanti tridimensionali non riescono a competere con il rumoreggiare del falegname, il martellare del calzolaio, i colori dei ceramisti, gli odori delle colle e degli smalti di una volta.

Cosa dareste per rivedere le vostre botteghe e i vostri artigiani?

Propongo di creare una zona defiscalizzata ( tarsi+ imu+tasi) nei borghi e vicoli che hanno perso negli anni la loro caratteristica e il loro fascino e per chi vuole investire in nuove attività commerciali. Così facendo, forse, si potrebbe ripopolare la nostra cittò - paese e magari evitare di spostarsi in zone limitrofe per fare i nostri migliori acquisti. Grazie (Inviata da Gianluca Luciani)

Integrazione da parte di E.L.
Perché non incentivare l'apertura di nuove botteghe e piccoli negozi in modo da ricreare un centro commerciale all'aperto?

Le tasse non riscosse dagli artigiani, verrebbero ben ricompensate dalla notorieta' che ne godrebbe la nostra città, pronta a diventare di nuovo se stessa, un presepe a cielo aperto, una giouia per gli occhi... insomma VITA... Che ne dite?

sabato 26 luglio 2014

ROMA GRATIS - BASTA TRAFFICO - IDEE PER LA CITTA'


Siamo davvero arrivati alla frutta! La nostra bella città ormai, non è più vivibile e tutti scappano in periferia o addirittura all'estero nella speranza di una vita migliore. Ma se, anche  voi, pensate che la fuga non è la migliore soluzione, allora mettiamocela tutta... diamoci dentro... cambiamo le cose per far si che i romani tornino quelli di 3000 anni fa: organizzati, invincibili e Roma patria felice i tante patrie...
  quindi perchè non cercare di cambiare le cose senza aspettare che i miracoli arrivino dall'alto?
Io permetterei la circolazione delle automobili solo a pieno carico, in questo modo ci attiveremmo per cercare con i social chi viaggia con noi...



lunedì 11 novembre 2013

PRENDIAMO ESEMPIO DALL'EUROPA - C O P I A M O!


Le imprese “recuperate” in Europa

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di Riccardo Troisi
In Francia è stato pubblicato un rapporto che analizza la consistenza e le trasformazioni delle imprese “recuperate” e “autogestite” dai  lavoratori in Europa. Nello studio sono stati rilevate almeno 150 imprese europe che fanno dell’autogestione il loro punto di forza. L’iniziativa della pubblicazione è stata presa dalla Cecop, la Confederazione europea delle cooperative e di altre imprese possedute da lavoratori nell’industria e nei servizi. Già questa denominazione fa capire che il mondo cooperativo, almeno in Francia, ha deciso di riconoscere l’importanza di questo fenomeno e lo ha incluso quasi come una nuova categoria all’interno delle federazioni cooperativistiche: evidentemente non sono pochi quelli che vedono queste esperienze una specie di ritorno alle origini delle “cooperative di lavoro”. Di sicuro, le informazioni contenute nel rapporto fanno uscire il fenomeno dall’esclusivo riferimento all’esperienze latinoamericane.
Il rapporto inizia a collocare i casi europei all’interno del vasto e articolato mondo delle cooperative, citando lo studio intitolato “Le dinamiche delle attività: Imprese in fase iniziale, i trasferimenti di attività e i fallimenti”, pubblicato dalla Commissione europea nel 2011, il quale stima che 450.000 imprese, che rappresentano due milioni di posti d lavoro, vengono trasferite a nuovi proprietari all’interno dell’Unione europea ogni anno. Nello stesso periodo, la Ue perde circa 150.000 di queste imprese, che rappresentano 600.000 posti di lavoro, perché i loro proprietari vanno in pensione, oppure creano una nuova impresa o cercano nuove opportunità, ma non riescono a trovare nessuno che acquista la loro azienda. Se aggiungiamo a queste cifre il numero delle bancarotte o dei fallimenti in cui almeno una parte delle attività può continuare a produrre profitti, il potenziale delle imprese da salvare e dei posti di lavoro da garantire è perfino più importante, specialmente nell’attuale contesto economico e sociale.
Il rapporto poi fa riferimento all’esperienza della stessa Cecop, in quanto più di mille imprese cooperative appartenenti alla rete del Cecop sono di fatto il risultato di attività che stavano per chiudere e che sono state trasferite, o sono state acquistate dai dipendenti, e poi riorganizzate in forma di cooperativa di lavoratori.

DOSSIER FABBRICHE RECUPERATE. "Reinventare la vita dal lavoro"

Le fabbriche recuperate sono ovunque una breccia nel muro del capitalismo, in grado di mettere in discussione la relazione tra «padroni» e «lavoratori». E di provocare un corto circuito intorno all’idea tradizionale di lavoro. articoli, documenti, bibliografie, video




Coltiviamo una città diversa

L’agricoltura urbana abbraccia ormai non solo il movimento spontaneo degli orti comunitari, ma anche piccole aziende, mercati locali, ristoranti e perfino scuole e gruppi che si occupano di nuovi stili di vita. Nell’area metropolitana di Monaco di Baviera, il progetto Agropolis ha cominciato a mettere insieme questi attori con architetti, urbanisti e paesaggisti intorno al tema dell’autosufficienza nelle provviste di cibo. Ecco come si reinventa la città
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 di Jörg Schröder
Agropolis si caratterizza nel contenuto (cosa c’è sul cucchiaio) e nell’approccio (gustare la città) con ciò che Max Bill definì attitudine globale e sociale del design moderno. L’agricoltura urbana abbraccia il giardinaggio flessibile ed i nuovi modi di concepire lo spazio urbano così come le dimensioni economiche dell’auto approvvigionamento e dell’agricoltura – e le innovazioni tecnologiche, operative e culturali all’interno delle strategie alimentari urbane, plasmando la città attraverso stili di vita desiderati e sostenibili.

sabato 27 luglio 2013

FUNIVIE A ROMA PER ALLEGGERIRE IL TAFFICO

 

In questo sito si sponsorizza l'uso della funivia nelle grandi città, elencando quegli esempi dove già è in uso questo sistema...

incredibile ma vero, sembra che tutto funzioni alla meraviglia...

 Can Chairlifts, Pulsed Gondolas and Cabriolet Gondolas be Used for Urban Transit?

Post by Nick Chu
This is a guest post by Billy Beasley.
Urban gondolas are revolutionizing the field of urban transportation today. Cities across the globe are utilizing this technology to improve the transit system in their community. However, the Urban Gondola idea may be impractical or impossible for some cities to implement due to a number of reasons, one of them being money.

Ed ecco invece una nuova proposta del designer Martin Angelov, che propone un nuovo sistema di trasporto pubblico:

Fly Through the City on an Urban Chairlift

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Designer Martin Angelov has dreamed up a new system of public transportation that gives entirely new meaning to “hanging out downtown.”
Named Kolelinio, the device is worn like a backpack and integrates an electric motor, batteries and seat. When approaching an urban center, Kolelinio owners can hook onto the two wires overhead and travel at speeds up to 15 miles per hour. Depending on your perspective, it resembles either a chairlift or that conveyor belt they hang shirts on at the drycleaner.
While the lines will be for public use, you’ll probably own your own transportation device. “The wires are static and any citizen who wants to use the system has their own transportation device, powered by electric battery,” Angelov said. Transportation devices will be lightweight and can be stored in the trunk of a car — a car that will be parked on the outskirts of town, naturally.
Kolelinio follows the similarly named Kolelinia, a bike-by-wire system that Angelov designed earlier this year.
Angelov sees Kolelinio as either a freestanding transit system or a complement to existing traffic rights-of-way. ”Basically the movement is on ground level and when there is an obstacle like traffic, only then the lines go up,” he said. Raised crossings would be only 15 feet high.
Intersections would serve as stations where passengers could disembark and join another line. As for the accompanying tangle of wires, Angelov sees them as an aesthetic improvement over current cities. “I believe that two wires will be better than the chaotic and noisy streets full of cars that we have now,” he said.
Photos: Martin Angelov

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Roma, sfida europea per le aiuole e le strade fiorite - un sogno irrealizzabile?

Roma come Transacqua, la città più fiorita d'Europa? Un sogno irrealizzabile? 

 

Transacqua, sfida europea per le aiuole e le strade fiorite

  PRIMIERO. Il Comune di Transacqua sarà una delle due città Italiane, insieme a Grado, in Friuli, a rappresentare il nostro Paese alla kermesse europea “Ente floreale 2011”, che assegna il titolo per la città più “fiorita” d’Europa.  Mario Simoni, sindaco di Transacqua e presidente del consorzio dei comuni trentini, ha spiegato in cosa consiste il concorso. «Ci sono 11 nazioni partecipanti ed ognuna deve presentare un Comune con meno e uno con più di 3.000 abitanti. Transacqua e Grado sono stati i vincitoridelle rispettive categorie al concorso nazionale “Comuni fioriti 2010” e si sono guadagnate l’accesso a questa importante vetrina. Undici giurati internazionali visiteranno le cittadine partecipanti, nel nostro caso il 6 luglio, valutandone lo stato delle strade e delle piazze dal punto di vista estetico ed ambientale, e la cura e la manutenzione degli spazi verdi. A fare punteggio contribuiranno anche la qualità della vita della comunità e la sua capacità partecipativa all’evento, che nel nostro caso è stata davvero eccezionale. Tutti i cittadini e le associazioni hanno contribuito abbellendo i loro balconi, organizzando incontri e tenedo pulita la città. Ed abbiamo avuto la fortuna di poter contare su cento volontari che hanno piantato i tantissimi fiori: si pensi che solo di rose ne abbiamo posate 16.000».
 Transacqua sarà accompagnata nella sua avventura europea dalla Trentino Marketing, dalla Associazione produttori florovivaisti e dalla Provincia. Tiziano Mellarini, assessore provinciale all’agricoltura e al turismo, ha concluso: «Siamo tutti molto orgogliosi della partecipazione di Transacqua all’evento, occasione di prestigio e visibilità che dà lustro a tutto il Trentino».

Simpatica 'iniziativa dei govani di "guerrilla gardening" che pientano fiori dove ci sono buche ecemento. http://www.guerrillagardening.it/. Questo vuol dire che l'amore per la natura e' molto forte in noi...

In Costa Rica a San Juan, un paese fortemente ambientalista, si è creato ombra con delle bouganvilleas sospese su dei fili...

 

Palio de Bougainvilleas, Avenida Roosevelt, San Juan Puerto Rico
Wind Adapted Road Canopy Structure// West 8

mercoledì 20 giugno 2012

LE VOSTRE IDEE PER LA CITTA'

In questo blog  tutti noi possiamo lanciare idee originali e utili per migliorare la città di Roma.  Nel blog di Roma città dei popoli troverete il programma e la road map.